Recupero del patrimonio edilizio esistente sul Corso Garibaldi, Ariccia (Roma)

A R C H I T E T T O    G I O R G I O    M A G I S T R I

S T U D I O    -    V I A L E    A . C H I G I    3    -    0 0 0 4 0     A R I C C I A     ( R O M A )   -  T E L./ F A X   0 6 . 9 3 3 4 1 3 1

 

L' architettura è un fatto d'arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La costruzione è per tener su: l'architettura è per commuovere - Le Corbusier

 

Premessa

Tutti gli edifici d'interesse storico, artistico, monumentale, vincolati o da vincolare ai sensi della L. 1/6/1939 n° 1089 debbono essere conservati nella forma, nel volume e nella struttura dell'organismo architettonico.
Per essi sono ammessi solamente interventi di consolidamento, di restauro e di bonifica igienica.
Tutti gli edifici costituenti carattere ambientale debbono conservare il loro aspetto, il loro colore ed i loro materiali originali. Per essi è consentito il rinnovamento con trasformazioni interne senza modificazioni di volume, purchè non venga mutato il carattere e l'aspetto esterno. Gli edifici che non abbiano i valori ed il carattere dei precedenti, soggetti comunque a vincolo generico di conservazione, possono essere oggetto di rinnovamento e di trasformazione nel rispetto ed in coerenza volumetrica e formale degli edifici vicini. Dovranno rispettare i colori caratteristici delle facciate ed i materiali da costruzione usati tradizionalmente.

Priorità

Gli interventi previsti sono di tre tipi:


- recupero urbano di base (strade ed impianti principali)

- recupero edilizio primario (strutture e parti comuni)

- recupero edilizio secondario (completamento delle singole unità).


Il recupero urbano di base deve essere promosso e realizzato dal Comune, ha per oggetto proprio lo spazio pubblico, luogo per eccellenza delle relazioni sociali, e dovrebbe essere prioritario rispetto agli altri, in quanto la sua azione è ritenuta incentivante per i privati che intendono adottare recuperi edilizi primari e secondari.
Per quanto attiene alla priorità del recupero edilizio primario e secondario, di norma si darà la precedenza ai complessi edilizi sui lati di C.so Garibaldi e si proseguirà con continuità estendendo volta per volta i lavori ai complessi adiacenti a quelli già recuperati, per ottenere un allargamento degli interventi possibilmente omogeneo e senza soluzione di continuità.
Il tutto semprechè non si verifichi l'eventualità che i proprietari di un certo complesso non siano disponibili ad attuare l'intervento; in questo caso si darà lapriorità ad altri complessi. Laddove invece esiste una qualificazione urbana, si potrà procedere al recupero edilizio per singoli edifici i cui proprietari dovranno avanzare domanda comune.

Criteri generali

Gli interventi di restauro, di risanamento conservativo e in subordine quelli di ristrutturazione edilizia per gli elementi non innovativi devono attuarsi sotto il profilo conservativo riducendo al minimo interventi sostitutivi, anche per ciò che è attinente all'uso dei materiali ed alla tecnologia.
Prima della sostituzione  di elementi decorativi e/o strutturali dovranno essere esaminate e perseguite tutte le possibilità per il loro consolidamento e riutilizzazione in sito.
Per la sostituzione e/o il rinnovo di singoli elementi strutturali in accertate situazioni statiche precarie e di degrado, potranno essere introdotti materiali e tecniche diverse da quelle originarie, tali interventi dovranno però essere giustificati  e segnalati nel progetto o in corso d'opera, in contraddittorio con gli Uffici Comunali e dovranno essere limitati alle opere indispensabili. L'inserimento e la sostituzione di nuovi elementi strutturali dovrà comunque avvenire con nl'utilizzazione di materiali e tecniche coerenti con quelle preesistenti.
Al fine del consolidamento e riutilizzazione in luogo degli elementi strutturali e di quelli decorativi, sarà consentito l'impiego di malte speciali, purchè diano comprovate garanzie in ordine alle caratteristiche meccaniche ed estetiche, anche nel tempo.

Prescrizioni particolari

Consolidamento di strutture murarie: dovrà essere attuato rispettando le caratteristiche di continuità, pesantezza e omogeneità e quindi o applicando la tecnica a "scuci e cuci", con uso di materiali dello stesso tipo e misura, oppure con iniezioni cementizie o resinose, eventualmente armate laddove lo stato delle murature si riveli precario. Nei casi in cui, per ragioni tecniche o estetiche sia poco appropriato l'utilizzo dei metodi tradizionali, a vario titolo invasivi, può essere praticato il consolidamento strutturale con fibre di carbonio. Per le murature non in vista è ammesso l'intervento con applicazioni di reti elettrosaldate con chiodature e rinzaffi.
Il Consolidamento di strutture orizzontali lignee può essere attuato mediante:
- la sostituzione con materiali della stessa natura e con uguali tecniche di grossa e/o piccola orditura e/o tavolame;
- la sostituzione o opere di presidio e rafforzamento di singoli elementi degradati, anche con uso di elementi metallici (putrelle, mensole, staffe, ecc.);
- la sovrapposizione al solaio esistente se di pregio architettonico e decorativo ma non più staticamente affidabile, di nuova struttura leggera metallica con funzione portante; ciò è consentito nel caso la nuova struttura sia inseribile senza modifiche sostanziali delle quote di pavimento preesistenti, utilizzando ad esempio gli spessori degli antichi sottofondi.
Negli interventi di ristrutturazione edilizia ed eccezionalmente negli interventi di restauro, ove la struttura lignea necessiti di un totale rifacimento è consentita la sostituzione con una nuova struttura realizzata con materiali tipologicamente compatibili, quindi lineari, elastici, se il solaio preesistente non abbia caratteristiche che ne denuncino l'originaria natura di struttura a vista. La nuova struttura avrà le caratteristiche di orditura di quella preesistente, evitando pesanti manomissioni delle strutture di appoggio.
Per le opere di consolidamento ed irrigidimento in generale sono da preferire alle strutture in c.a. quelle in ferro; per l'irrigidimento dei solai è ammessa la posa di rete eletrrosaldata con cappa cementizia.
Strutture di copertura: devono essere mantenute il più possibile ripristinate o sostituite con i materiali e le tecniche originarie, anche quando la struttura stessa non rimanga in vista, es. con travi e orditura dei travetti in legno.
Solo in linea subordinata è consentita, nel caso di difficoltà ad ottenere quanto sopra, la sostituzione della struttura originaria del tutto con quella a solaio latero-cementizio inclinato coperto da manto di tegole. Non potrà essere alterata la pendenza originaria.

Finiture

A specificazione dei criteri generali sono ammesse tra l'altro le seguenti opere:
- eventuale sostituzione degli intonaci interni ed esterni (se degradati) con particolare attenzione, per non comprometterne l'eventuale presenza di superfici decorate o affrescate, che, eventualmente esistenti, dovranno essere oggetto di scrupolose ed attente operazioni di restauro;
- è da preferire il recupero e il consolidamento, tuttavia può essere consentito il rifacimento totale o parziale degli intonaci esterni, ove non sia più possibile conservare quelli esistenti. Essi dovranno essere eseguiti con tecniche e materiali tradizionali. Può essere ammesso l'uso di malte bastarde per l'esecuzione di arricci, mentre è vietato il cemento per gli intonaci di finitura (stucchi o colle). Le finiture delle pareti esterne e delle scale esterne dovranno essere conservate nel loro stato attuale, soprattutto per quanto riguarda i singoli elementi che le compongono (portali, mostre, marcapiani, cornici, gradini, parapetti, tinteggiature, ecc.). Quando però tali elementi e finiture presentino un grave stato di degrado e/o evidenti manomissioni saranno consentite modeste integrazioni degli elementi lapidei o di stucco, eseguiti - se occorre - con forme semplificate. Negli stessi casi è ammessa la reintegrazione ed il completamento dell'intonaco, eseguito secondo le modalità della manutenzione ordinaria.
Quest'ultima operazione, non potrà essere consentita quando il carattere architettonico delle finiture e le tracce di elementi preesistenti esibiti dalla facciata ne sconsigliano la reintonacatura.
Sono proibiti i paramenti esterni in mattoni a faccia vista; parapetti in lamiera, vetro, ondulux, rete metallica; coperture e pensiline in ondulux, mentre è consentito nelle pensiline coperture in lastre di vetro; sono proibiti infissi in metallo.
- Per manti di copertura, per infissi, per serramenti di negozio, ecc., dovranno essere recuperati e riutilizzati forme, materiali e tecniche analoghe e coerenti con quelle dell'assetto storico dell'edificio e/o con le caratteristiche ambientali.

Coloriture

Occorre privilegiare il consolidamento dei supporti piuttosto che il rifacimento. Inoltre, quando la "superficie di sacrificio" degli intonaci risulta totalmente o in gran parte perduta, essa può essere reintegrata in modo soddisfacente - per costituire adeguato supporto della tinteggiatura - con una o più mani di latte di calce addizionato con un'emulsione acrilica, piuttosto che attraverso il rifacimento di colle o stucchi di finitura.
Sono proibite tinte e/o vernici a base di quarzo plastico, anche se miscelate con inerti tendenti a migliorarne la resa.
E' fatto obbligo di usare tinteggiature a calce, eventualmente addizionate, anche in questo caso, con emulsioni acriliche, e distendere le tinte attraverso più passate di velature trasparenti eseguite a pennello e/o spruzzo. Le tinteggiature, devono essere effettuate con materiali e colori tradizionali e congrui all'ambiente circostante, secondo un piano del colore comunale da redigere ed approvare.

Giorgio Magistri


Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Agosto 2011 15:51)