Progetto di fattibilità: Fontana decorativa per svincolo Via Crocefisso - Via Rufelli, Ariccia (Rm)

A R C H I T E T T O    G I O R G I O    M A G I S T R I

S T U D I O   -   V I A L E   A .   C H I G I   3   -   0 0 0 4 0    A R I C C I A    ( R O M A )    -    T E L . / F A X    0 6 . 9 3 3 4 1 3 1


L' architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce - Le Corbusier


Rispondendo ad un Bando del Comune di Ariccia, per un'idea architettonica da realizzare sulla rotatoria - svincolo di Via Crocefisso-Via Rufelli-Via Cipressetti, ipotizzai per quel sito una nuova piazza-giardino. La forma della piazza pur essendo originata dal cerchio della rotatoria, era suddivisa in spazi a verde attrezzato per il gioco e per la sosta, con percorsi pavimentati a lastre di basalto, che nell'ideale prosecuzione degli attraversamenti pedonali, incrociandosi si arcuavano. La preesistente rotatoria: cinta da siepi in bosso "mortella" sull'intero perimetro della nuova piazza, eccetto che per gli ingressi; con parterre arcuate a prato, alberature (lecci), panchine, lampioni, cestini porta rifiuti e la nuova piazza pavimentata a sampietrini, diveniva uno snodo caratterizzato e caratterizzante. L'intento conservativo, veniva confermato lasciando inalterata la zona già esistente, dove insistevano due tradizionali pini marittimi con fioriera. L'intento innovativo, veniva ribadito con la progettazione della nuova fontana in pietra Ad fontem Aricinum in peperino e travertino con manico in bronzo. La forma della fontana a conca, era desunta dalla tradizione ariccina e dai numerosi modelli iconografici: scene di paesaggio con figuranti, fotografie e cartoline d'epoca. La conca, era infatti un elemento caratteristico del costume regionale del Lazio, Umbria, Abruzzo, Campania, ecc., con forma a larga bocca, corpo ristretto ad anfora, la maggiore larghezza in basso e due manici laterali, tutto in rame, battuto e lavorato; serviva per attingere acqua alla fonte e per conservarla fresca in casa; si portava appoggiata al fianco, o più spesso, in bilico sulla testa poggiata al cercine (un panno attorcigliato che formava un'imbottitura a forma di ciambella, che impediva ai pesi trasportati sul capo di danneggiare o causarvi dolorosa oppressione).

Giorgio Magistri


 

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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 03 Agosto 2011 17:00)