Risanamento e Recupero della Piazza Dante Alighieri e dell'antistante scalinata a Galloro- 2002/2005

A R C H I T E T T O    G I O R G I O    M A G I S T R I

S T U D I O   -   V I A L E    A .    C H I G I    3   -   0 0 0 4 0    A R I C C I A    ( R O M A )   -   T E L . / F A X    0 6 . 9 3 3 4 1 3 1


Progetto - Direzione dei Lavori - Coordinamento per la Sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione


Committente: Comune di Ariccia

Area: 818 m2

Area commerciale: 27 m2

Volume commerciale: 81 m3

 

Un medico può seppellire i propri errori, ma un architetto può solo consigliare al cliente di piantare rampicanti - Frank Lloyd Wright

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La Piazza Dante Alighieri, è a giusto titolo considerata il “cuore” urbanistico del quartiere di Galloro, sorto tra il 1919 e il 1921.
La Cooperativa edilizia Ariccia Nuova, fondata e diretta da Oreste Bianchi (sindaco di Ariccia dal 1914 al 1920) e dal presidente Rodrigo Cametti, con l’aiuto diretto di Casa Chigi (per la concessione dei terreni a prezzo di favore), ne realizzava tra il 1919 e il 1921 la costruzione di case e villini e l’urbanizzazione.
L’ingegnere Luigi Cosimi, era il progettista e direttore dei lavori (anche dei singoli progetti). Prospicienti alla Piazza, del 1920, sono visibili ancor oggi, gli eleganti palazzetti e i villini anni ’20: l’ex Pensione Adua, il Villino Aurora, l'ex Ristorante Albergo "Eden", il Convento delle Maestre Pie Venerini, il Villino Ravasini, il Villino Bellani, il Villino Abbatini, il fabbricato "Amato e Maggi" e il Palazzo Cametti. Intorno alla Piazza, utilizzata nel tempo come parcheggio per auto, era andata crescendo l’attività commerciale, ma si era persa l'originaria vocazione di spazio pubblico pedonale aggregante.

Lo stato dei luoghi prima dei lavori

Malgrado la parziale delimitazione dei confini esistente, costituita da un muro in mattoni pieni a colonnine, sedute e ringhiere di ferro con motivi a Croce di S. Andrea e lampioni (in stile) di ghisa, la piazza Dante Alighieri a Galloro era di fatto ridotta ad un degradato parcheggio in asfalto. Le copertine in travertino risultavano divelte, altre mancanti o rotte in diversi punti, come parimenti erano danneggiati - per azione meccanica - alcuni mattoni del delimitante muretto. A quota di calpestio, lo strato di asfalto esistente al di sopra dell'originaria pavimentazione in sampietrini e le bordure delimitanti le alberature presentavano numerose lesioni e dissesti. L'unica "memoria" (superstite) dell'originaria piazza del 1920, era l'essenziale fontana circolare in blocchi di pietra sperone (anch'essi lesionati) provenienti dalla cava del Cavalier Francesco Monnati in Montecompatri. Specie all'interno, la stessa pietra presentava sconnessure ed imbrattature di diversa origine. Necessitava pertanto un intervento di recupero complessivo che ne prevedesse il totale smontaggio, la pulitura, un restauro conservativo con consolidamento delle parti decoese e il definitivo rimontaggio e ricollocazione. Anche l'impianto idrico necessitava di un completo rifacimento. Occorreva una verifica complessiva della situazione: in riferimento all'adduzione, allo stato delle tubature e ai pozzetti di raccolta delle acque, come si rendeva necessario il ripristino delle bocchette della fontana. Oltre a ciò, era in parte da risanare e quasi completamente da realizzare, la canalizzazione e lo smaltimento delle acque meteoriche reflue provenienti a "cascata" dalle strade limitrofe in declivio e dall'antistante scalinata Pompeo Magno. In forte stato di degrado e fatiscenza versava altresì il tratto di strada frapposto e la citata buia scalinata: priva di rivestimento in travertino la pedata, con numerose occlusioni e danneggiamenti il preesistente e non più funzionante tubo di scolo delle acque interrato posto ai lati della stessa. Ancora: il prospetto della Piazza Dante Alighieri sul fronte Appia Nuova, risultava quasi del tutto occluso da due chioschi, uno dei quali era abusivo; completamente mancanti di pavimentazione e in parte da ripavimentare con sampietrini i marciapiedi attigui; a tutto questo, si aggiungeva l'eccessiva e dannosa continuità con la sede carrabile, la continua presenza di rumori e cattivi odori, l'assenza totale di arredo urbano e di verde attrezzato.

Il recupero della Piazza Dante Alighieri e della scalinata Pompeo Magno

Nel 2001, il Comune di Ariccia realizzava il parcheggio pubblico su Via Beata Rosa Venerini (Vedi nel sito alla voce "Parcheggio B. Rosa Venerini"),  premessa necessaria per la definitiva "riappropriazione" da parte dei cittadini di Ariccia - nei confronti degli autoveicoli - dell'unica piazza (a Galloro).

Il nuovo restyling, eliminando definitivamente la possibilità di utilizzare la Piazza come un parcheggio – ha di fatto, restituito un cuore ed una identità architettonica all’intero quartiere. Oggi, la nuova Piazza Dante Alighieri, pur accanto alla trafficata S.S. Appia Nuova, con: la nuova e caratterizzata Edicola-simbolo semicircolare in acciaio, muratura, copertura in rame e vetrine antisfondamento; la pavimentazione in sampietrino e lastre di basalto posate a quarto di cerchio; le due parterre a prato, il mosaico centrale a marmi policromi con l’emblema comunale, le tradizionali alberature di leccio e le schermature con siepi di lauro - come è stato notato da più parti -  è divenuta un romantico spazio per la sosta, il gioco, la conversazione e il relax. Altri motivi d’interesse, sono costituiti dalla fontana, unica memoria storica superstite, recuperata e valorizzata dal fusto in ghisa (rimando ai lampioni in stile) e dalla nuova tazza a stramazzo summitale in blocco unico di peperino; l’attraversamento pedonale-dosso in sampietrini bicolore (cubetti troncoconici in basalto e in calcare); la recuperata scalinata con il nuovo sistema di adduzione dell'acqua.

Giorgio Magistri

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Giugno 2013 08:24)