Ipotesi progettuale per il Recupero e il riuso del Ponte monumentale in Ariccia (Rm)

A R C H I T E T T O    G I O R G I O    M A G I S T R I

S T U D I O   -   V I A L E    A .  C H I G I    3    -   0 0 0 4 0    A R I C C I A    ( R O M A )   -   T E L . / F A X    0 6 . 9 3 3 4 1 3 1


Nessuna quantità di pensiero potrà mai rivelare l'inaspettato - Arthur Erickson

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Il ponte monumentale: giardino pensile, mercato coperto e serra ad accumulo solare


In continuità con la vegetazione del “barco” Chigi, proponiamo una diversa fruibilità del ponte stesso ai diversi livelli; a quota stradale viene trasformato in giardino pensile: con una corsia riservata all’emergenza e al soccorso, pavimentata in selci di basalto "sampietrini" (pavimentazione storica), lisci e abrasi in superperficie, pro-disabili ed antisdrucciolo) e l’altra parte delimitata da parterre ed aiuole in bosso (buxus sempervirens) con cespugli sagomati in tasso (taxus baccata), - che rimandano morfologicamente al tema del giardino segreto con impianto all’italiana.
Il ponte può così essere utilizzato come passeggiata pedonale, ma anche in occasione di fiere ed eventi espositivi (è da prevedersi in questo caso il montaggio di tensostrutture). Inoltre è previsto un sistema di ricezione e convogliamento delle acque piovane al fine di irrigare i giardini al piano stradale e le serre coperte poste all’interno della struttura del ponte monumentale ai piani inferiori.
Un cascame sempreverde di Rhincospermum jasminoides di altezza variabile dai m. 8.00 ai m. 10.00 - debitamente tenuto a distanza mediante griglie metalliche dalla struttura del ponte - attenua la geometria verticale e monumentale del viadotto, conferendo allo stesso un’atmosfera evocante il periodo d’oro del Grand Tour, quando ancora il ponte non esisteva.             
E’ prevista anche la fruizione del secondo e del terzo livello del ponte, che forniscono una passeggiata di notevole fascino per la visione diretta del parco Chigi e della campagna fino al mare, rendendo percorribili le arcate sotto ai piloni, non prive di suggestioni metafisiche.
La riqualificazione del ponte monumentale è stata pensata nell’ottica del problema energetico che ha oggi il nostro paese (vedi i recenti black out).
Riteniamo che la pressione negativa sull’ambiente sia quasi sempre collegabile, in maniera più o meno diretta, alle varie modalitè di produzione dell’energia. Secondo stime a scala mondiale, infatti, questa viene ricavata al 78 per cento da combustibili fossili, al 4 per cento da impianti nucleari e solamente al 18 per cento da fonti rinnovabili non inquinanti (energia idraulica, solare e proveniente da biomassa, e altro). Il fabbisogno complessivo mondiale di energia è inoltre destinato ad aumentare sensibilmente nel prossimo futuro per effetto, principalmente, dei crescenti consumi dei paesi in via di sviluppo. A ciò va aggiungano le previsioni riguardanti il progressivo esaurimento, in pochi decenni a venire, delle fonti energetiche definite convenzionali (idrocarburi, gas naturale, carbone) che provocherebbero un collasso di tutte quelle strutture sociali e produttive che si basano su di esse.
Da qui la scelta preminente per il recupero del ponte monumentale di Ariccia i cui rivestimenti esterni  dei fornici saranno integrati da sistemi solari attivi, fotovoltaici, capaci di convertire in elettricità e calore la radiazione solare.
Il guadagno che se ne potrà avere è quello che il centro storico di Ariccia potrà essere un Comune energeticamente autonomo grazie al sole. In favore di tale scelta, la comunità europea, il Governo Italiano, la Regione Lazio e la Provincia di Roma hanno provveduto ad erogare ingenti finanziamenti e sovvenzioni per l’integrazione edilizia di impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile (soprattutto solare).
Tuttavia solo uno dei due lati del ponte è esposto perfettamente a sud, quello verso vallericcia e il litorale romano, l’altro a nord verso il parco Chigi non potrà essere dotato di dispositivi energetici a guadagno solare e quindi nei fornici sarà finestrato con cristalli di nuova generazione, dotati di capacità selettive nei confronti di luce e calore.
Le molteplici piante che verranno ospitate all’interno della serra coperta al secondo e terzo piano garantiranno quella ideale continuità con il paesaggio verdeggiante del parco Chigi.

Giorgio Magistri


Ultimo aggiornamento (Martedì 26 Luglio 2011 15:14)