Architettura e Restauro

A R C H I T E T T O    G I O R G I O    M A G I S T R I

S T U D I O   -   V I A L E   A .    C H I G I ,    3     -   0 0 0 4 0   A R I C C I A   ( R O M A )   -  T E L . / F A X   0 6 . 9 3 3 4 1 3 1

 

La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l'arte ma quella che disseminata di capolavori, non sa apprezzarli, nè conservarli. Marcel Proust


Riflessioni sull'Architettura, l'architetto, il progetto, la qualità

 

Credo che l'Architettura serva a scegliere dove e come vivere la nostra vita; progettare è infatti, la massima aspirazione di un uomo.

Per esercitare onestamente il mestiere di architetto, non occorre stupire o sorprendere l'osservatore con artifici che distolgono dall'essenziale, ma perseguire l'esigenza della semplicità e della bontà; fa piacere sentirsi dire: "bello! Ma cosa hai fatto?". Per fare questo, occorre sottrarsi - senza remora alcuna - alla retorica dell'architettura dell'apparenza e della superficialità.

L'Architettura bella e buona è quella utile; capace di stimolare nell'osservatore un senso d'intelligenza, di arricchire e di suscitare orgoglio di appartenenza in chi la vive. L'Architettura assolve a esigenze sociali, si costruisce per rapporti e deve durare a lungo.

La qualità, è fondata sulla ricerca continua degli equilibri tra le necessità e i bisogni. Per fornire una risposta rispettosa, adeguata e valida (per innovazione ed esigenze di comunicazione) è necessario comprendere - in modo critico - il perchè, a causa di ragioni contingenti, siamo "costretti" a modificare la realtà.

Prima di progettare, è necessario domandarci: dove muoverci; come riuscire a privilegiare il rapporto esistente tra l'interno e l'esterno - nel doveroso rapporto che dovrà avere la tipologia architettonica con la morfologia urbana e il paesaggio esistenti -; come aumentare i punti di vista intorno al nuovo spazio architettonico; come riuscire a comprendere cosa può vedere l'uomo e cosa può vedere un bambino o una persona con difficoltà; quindi studiare le problematiche e le differenti esigenze.

E' utile interrogare i materiali che verranno usati, essere elastici ed aperti nel pensiero, escludere ogni soluzione preconfezionata, mettere a fuoco ciò che interessa: gli obiettivi, i tempi, i costi e scartare il resto.

Per fare l'architetto occorre passione, rigore, sacrificio e dedizione, ma anche contentezza per quel che si fa. Occorre essere affidabili, attenti all'ascolto, disciplinati e capaci di gestire situazioni e responsabilità; doti utili anche per uscire dagli schemi canonici o freddamente tecnicistici.

Le Corbusier definiva il progetto una "ricerca paziente", è così, ogni progetto è una creazione a se stante, un nuovo viaggio, un banco di prova, un'occasione per rinnovarsi e anche, per ritrovarsi. E tuttavia, se le si guardano insieme, le nostre creazioni - concepite in tempi e situazioni diverse - ci appaiono simili, con un unico comun denominatore, la nostra coerenza, che per formazione, analisi e filosofia le lega insieme.

Progettare provoca sempre una tensione tra le nostre aspirazioni: ciò che avverrà (il divenire) e l'oggi (l'attualità, le nostre necessità), per raggiungere il duplice obiettivo; quello di proteggere e di migliorare la vita dell'uomo, procurandogli le migliori soddisfazioni nei luoghi e per i luoghi dove egli vive.

 

Giorgio Magistri


Ultimo aggiornamento (Martedì 13 Settembre 2011 17:52)